Introduzione

Introduzione
Un miracolo succede nella vita di un uomo, chi è? come si chiama? cosa fà? non si sapeva tutto questo, solo si sapeva che era un uomo grandissimo e forte, dai capelli e occhi scuri, e molto discreto.Il suo carattere, ed il suo mestiere, erano sconosciuti. Secondo la gente, andava spesso in un luogo perso del paesino,-in cui nessuno andava mai - apriva una porta e ci restava tutto il giorno, usciva solo verso le due e mezza per il pranzo poi tornava in questo luogo.
Era anche molto abile.Un giorno, un vecchio del paesino affirmo: "Lo vedo quasi sempre davanti al lago, pescando in serenità. Io, resto circa tre ore, per raccogliere solo cinque pesci! mentre lui ha la rete di pesca piena! non so come fa ma devo dire che è molto forte! Peccato che sta sempre sulle sue!". Un cacciatore affirmo anche : "Io invece lo vede qualche volta nel bosco col fucil in mano,ed è molto dotato per la caccia! non ho mai visto nessuno d'impressionante come quel uomo!".
Visto che la sua identità era sconosciuta, tutti lo chiamarono ORION. Orion, perchè nella mitologia latina, era un grande uomo, molto forte, buon cacciatore, e soprattutto di una bellezza straordinaria, era anche per questo che tutti gli sguardi si posero su di lui quando passava, ma sempre con un'aprensione. Un mistero da conoscere da tutti.
Cosi comincia la famosa storia d'Orion...
# Posté le lundi 07 août 2006 15:36

Inizio...

Inizio...
2 dicembre 1900. Padova

Il grido della Morte! Orion l'aveva sognato durante la notte.
Questa mattina, Orion si sveglio' prestissimo, alle quattro. Fuori, la notte era come una crudele reggina che terrorizzava gli abitanti, infatti, questa notte Orion sentiva che l'atmosfera non era come al solito, come se un grito orribile avesse svegliato il male che dormiva fino a oggi.
Un demonio spiaveva gli abitanti, come se fosse pronto per la lacerazione. Per una volta, Orion si sentiva concernato dalla minaccia, pero quest'idea non gli faceva paura... Usci presto per rendersi nel suo studio di pittore. Fuori, il silenzio era agosciante, era proprio l'eco del grito che succedè durante la notte. Nella sua testa, tutto era confuso, non sapeva se era un sogno, o la triste realtà.
La lunga strada, era come sempre, cattiva. Un' odore fetido emanava dalle imondizie, i gatti miagolavano come se volessero fuggire la morta, eppure, quest'orribile strada era un legame molto forte per lui, rapresentava una possessione, un luogo personale, era come il cordone ombilicale che riattraca una madre a suo figlio.
questa strada, dunque, rappresentava il passagio verso la vita. Per lui, il passo verso la solitudine accogliante ed affabile che cercava in ogni angolo della sua vita.
Il percorso della vita al contrario...
Orion aveva cancellato tutto il negativo di questo luogo, ornandolo di buone cose
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# Posté le lundi 07 août 2006 15:42
Modifié le jeudi 10 août 2006 07:35

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Finalmente quando aperse il vestibolo , si sentiva proprio da lui. Come tutti i giorni quando entrava in questa stanza, c'era una gioia pronfonda dentro della sua anima, calmava tutta la tristezza che non voleva mai staccarsi da lui da bambino. La malincolia regnava nella sua vita da quando ha perso la madre, cioè da sempre. Infatti, Orion era un uomo senza genitori, più particolarmente, senza madre, è stato ritrovato verso di un fiume da un prete - purtroppo è morto da dieci anni- Eppure, mai si è ritenuto orfano perche secondo lui, sua madre non era morta, ma solo lontana, e un giorno la ritroverà. Questo dolore brucciava sempre nel suo cuore, quindi si perdeva nell'arte della pittura, infatti, faceva il pittore da quindici anni, e questa sua passione era il solo modo per liberarsi un po' dalla pena.
Nello studio, mille e uno quadri tapezzavano i muri, mille e uno colori facevano più allegria, e l'odore della pittura secca, e del legno vetusto regalavano un'atmosfera di sogno, quasi di felicità. Orion viaggiava sempre in ogni quadro che faceva. Ogni quadro era un mondo diverso ed utopico.Grazie alla pittura Orion sconfiggeva l'esaurimento morale, era forte.
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# Posté le lundi 07 août 2006 16:01

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Le due e mezza, l'ora del pranzo. Quando usci' dallo studio, il paesino era silenzioso, tutti piangevano ed urlavano la morte di Marco Primorto, un artigiano padovano di ventitre anni, sposato con la figlia del assessore. Tutti vestiti di nero ascoltavano le buone parole del prete con emozione e tristezza. Quando Orion visse questa scena, ebbe subito un pensiero per sua madre.
« Mia madre non deve conoscere queste lacrime dagli altri, io non lascero' fare questo, non adesso! Mia madre non puo' essere morta, perchè è viva lo sento, e perchè NON DEVE farmi questo, mi ha abbandonato per una ragione personale che non voglio conoscere, ma so bene che mi ama! »
Ma subito domando' Perdono per quest'idea egoista. Orion era anche onesto e di animo buono.
Ando' a vedere ascoltando respetuosamente le parole, ma presto si reso' conto che gli altri lo spiavevano con un'aria accusatore. Prima, gli dava fastidio di sentire tutti gli sguardi su di lui, ma poi, non fece piu attenzione, sapeva che gli abitanti non avevano l'abitudine di vederlo insieme a loro, e che non lo volevano molto bene , ma non gli importo'. La morte di Marco Primorto gli fece dimenticare questo stupido fastidio...
Dopo la ceremonia, Orion volle tornare nel suo studio, tornandoci, sentiva che si stava parlando di lui, capi allora perchè tutti lo spiavevano cosi.
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# Posté le lundi 07 août 2006 16:06
Modifié le mardi 08 août 2006 08:39

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Quando fu di nuovo nello studio, senza perder tempo, si muni di una tela bianca e di tre colori :

NERO , AZZURRO, ROSSO
Orion, lontano dalla misera e dalla morte che regnavano fuori, comincia a tracciare col pennello, un Circolo. Molti pensieri trascorrono la sua mente, questo semplice Circolo nero gli dà una sensazione di vertigini, siccome questo Circolo era di color nero, non erano vertigini degni dal cielo, ma degni dall'inferno, dagli abissi. Questo Circolo richiama la limita tra il mondo reale, quello dei vivi, ed il mondo dei morti, cioè l'aldila. In un instante c'è una profonda oscurità negli occhi di Orion.
Bisognava continuare questo viaggio pittorico e magico.
Nero sulla tela Bianca. Un contrasto simbolico della sua esistenza, l'uno la Sofferenza, l'altro la Purezza. Il lento movimento della sua mano piena di potere di creazione, che dava la vita a un mondo chimerico di colori, era una vera genesi.
Orion il Creatore, il Maestro dei Colori. Orion poteva realizzare l'impossibile. Non sapeva cosa potrebbe rappresentare la sua futura opera, ma sarà la piu originale e la piu simbolica delle altre, questa non la venderà ! Sarà la sua possessione piu preziose di tutto quello che ha.
Ogni movimento era lentissimo, Orion voleva prendere tutto il suo tempo per tracciare questo Circolo, che sia un minuto o che sia due anni.
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# Posté le mardi 08 août 2006 09:20